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Atmosfera invernale!

Una poesia per i miei “tesorini” immersi nella neve, un paesaggio unico e magico per i vostri occhi, godetevi il candore e la serenità di questo regalo della natura!

Vides ut alta stet nive candidum

Soracte nec iam sustineant onus

silvae laborantes geluque

flumina constiterint acuto.

5 Dissolve frigus ligna super foco

large reponens atque benignius

deprome quadrimum Sabina,

o Thaliarche, merum diota.

Permitte divis cetera, qui simul

10 stravere ventos aequore fervido

deproeliantis, nec cupressi

nec veteres agitantur orni.

Quid sit futurum cras fuge quaerere, et

quem Fors dierum cumque dabit, lucro

15 adpone, nec dulcis amores

sperne puer neque tu choreas,

donec virenti canities abest

morosa. Nunc et campus et areae

lenesque sub noctem susurri

20 composita repetantur hora,

nunc et latentis proditor intimo

gratus puellae risus ab angulo

pignusque dereptum lacertis

aut digito male pertinaci.

(A Taliarco, Orazio)

Vedi come il Soratte si eleva candido per l’alta

neve e come i boschi affaticati

non sostengano più il peso e i fiumi

si siano fermati per l’acuto gelo.

Sciogli il freddo mettendo ampiamente la legna

sopra il fuoco e tira fuori più benignamente

il vino puro di quattro anni

dall’anfora Sabina, oh Taliarco.

Lascia agli dei le altre cose. Non appena quelli

hanno placato i venti che combattono

sul mare fervido, né i cipressi

né i vecchi ornelli sono agitati.

Evita di chiedere cosa accadrà domani, e

metti qualsiasi giorno la fortuna ti darà nel guadagno,

e non disprezzare i dolci

amori e i balli, o fanciullo,

finché la fastidiosa vecchiaia è lontana

dalla giovinezza. Ora e i campi e i piazzali

e i lievi sussurri sul far della notte

si ripetano nell’ora stabilita,

ora e il gradito riso traditore

della fanciulla che si nasconde dall’intimo angolo

e il pegno strappato alle braccia

o al dito che mal volentieri si ostina.


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Messaggio di Natale…

Stavo pensando alle parole giuste per augurare un Santo e sereno Natale ai miei alunni della IA, ho scelto le parole sante di un grande uomo! Aggiungo anche le mie ed un mio pensiero sul Natale. Non è soltanto la festa dei regali, non è la festa dei dolci, non è la festa delle giocate a carte o delle bevute in compagnia, non è la festa di Babbo Natale: è la festa dei miracoli! La festa in cui con la forza della preghiera tutto può accadere: l’impossibile; come la nascita del Figlio di Dio in una mangiatoia da una Vergine. La festa in cui si può essere felici anche per un piccolo gesto e con piccole cose; basta dare amore a chi è seduto accanto a noi, ma anche al nostro nemico, a chi ci fa o ci ha fatto soffrire. Questo per me è il Natale. Auguri tesorini!
Bambino Gesù, asciuga ogni lacrima – Giovanni Paolo II
Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
Accarezza il malato e l’anziano!
Spingi gli uomini
a deporre le armi
e a stringersi in un universale abbraccio di pace!
Invita i popoli,
misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri
creati dalla miseria
e dalla disoccupazione,
dall’ignoranza
e dall’indifferenza,
dalla discriminazione e dall’intolleranza.
Sei tu,
Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi,
liberandoci dal peccato.
Sei tu il vero e unico Salvatore,
che l’umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace,
dono di pace
per l’intera umanità, vieni a vivere
nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii tu la nostra pace
e la nostra gioia!

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Poesia “Quasi”!

Ancor peggio della convinzione del no,
l’incertezza del forse è la disillusione di un”quasi”.
E’ il quasi che mi disturba, che mi intristisce,
che mi ammazza portando tutto quello che poteva essere stato e non è stato.
Chi ha quasi vinto gioca ancora,
Chi è quasi passato studia ancora,
Chi è quasi morto è vivo,
Chi ha quasi amato non ha amato.
Basta pensare alle opportunità che sono scappate tra le dita,
alle opportunità che si perdono per paura,
alle idee che non usciranno mai dalla carta
per questa maledetta mania di vivere in autunno.
Mi chiedo, a volte, cosa ci porta a scegliere una vita piatta;
o meglio, non mi chiedo, contesto.
La risposta la so a memoria,
è stampata nella distanza e freddezza dei sorrisi,
nella debolezza degli abbracci,
nell’indifferenza dei “buongiorno” quasi sussurrati.
Avanza vigliaccheria e manca coraggio perfino per essere felice.
La passione brucia, l’amore fa impazzire, il desiderio tradisce.
Forse questi possono essere motivi per decidere tra allegria e dolore, sentire il niente, ma non lo sono.
Se la virtù stesse proprio nei mezzi termini, il mare non avrebbe le onde, i giorni sarebbero nuvolosi
e l’arcobaleno in toni di grigio.
Il niente non illumina, non ispira, non affligge, nè calma,
amplia solamente il vuoto che ognuno porta dentro di sè.
Non è che la fede muova le montagne,
nè che tutte le stelle siano raggiungibili,
per le cose che non possono essere cambiate
ci resta solamente la pazienza,
però, preferire la sconfitta anticipata al dubbio della vittoria
è sprecare l’opportunità di meritare.
Per gli errori esiste perdono; per gli insuccessi, opportunità;
per gli amori impossibili, tempo.
A niente serve assediare un cuore vuoto o risparmiare l’anima.
Un romanzo la cui fine è istantanea o indolore non è un romanzo.
Non lasciare che la nostalgia soffochi, che la routine ti abitui,
che la paura ti impedisca di tentare.
Dubita del destino e credi a te stesso.
Spreca più ore realizzando piuttosto che sognando,
facendo piuttosto che pianificando, vivendo piuttosto che aspettando
perchè, già che chi quasi muore è vivo,
chi quasi vive è già morto!!!

Luís Fernando Verissimo


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Che cos’è l’amor…?

Che cos’è l’amor
chiedilo al vento
che sferza il suo lamento sulla ghiaia
del viale del tramonto
all’ amaca gelata
che ha perso il suo gazebo
guaire alla stagione andata all’ombra
del lampione san soucì…


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“Le vele di Scampia”… un luogo!

Le vele di Scampia

 


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Diario di scuola…

Caro diario,

oggi a scuola è stata veramente una giornata molto pesante. Mille pensieri, rumori, frastuoni, grida. Quanto è difficile questo mestiere. Entrare ogni volta nelle loro “teste”, cercare di capire perchè!?. Perchè non riesce a stare un po’ fermo, perchè deve girarsi per forza, perchè deve disturbare il compagno, perchè non riesco ad attirare la sua attenzione, perchè rimane nel suo mondo e mi guarda con quegli occhi tristi e spenti.  Ci provo in tutti i modi, con un sorriso, con una battuta, con un rimprovero “sorridente”, perchè non sempre mi riesce “di fare la dura”. Di certo aveva ragione Daniel Pennac, nel suo Diario di scuola,  quando scriveva che:

“I nostri studenti  non vengono mai soli a scuola. In classe entra una cipolla: svariati strati di magone, paura, preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti, rinunce furibonde accumulati su un substrato di passato disonorevole, di presente minaccioso, di futuro precluso. Guardateli, ecco che arrivano, il corpo in divenire e la famiglia nello zaino. La lezione può cominciare solo dopo che hanno posato il fardello e pelato la cipolla. Difficile spiegarlo, ma spesso basta solo uno sguardo, una frase benevola, la parola di un adulto, fiduciosa, chiara ed equilibrata per dissolvere quei magoni, alleviare quegli animi. Naturalmente il beneficio sarà provvisorio, la cipolla si ricomporrà all’uscita e forse domani bisognerà ricominciare daccapo. Ma insegnare è proprio questo: ricominciare fino a scomparire come professori. Se non riusciamo a collocare i nostri studenti nell’indicativo presente della nostra lezione, se il nostro sapere e il piacere di servirsene non attecchiscono su quei ragazzini e quelle ragazzine, nel senso botanico, la loro esistenza vacillerà sopra vuoti infiniti. Certo, non saremo gli unici a scavare quei cunicoli a non riuscire a colmarli, ma quelle donne e quegli uomini avranno comunque passato uno o più anni della loro giovinezza seduti di fronte a noi. E non è poco un anno di scuola andato in malora: è l’eternità in un barattolo” .

La sfida di ogni giorno… nel rispetto di me stessa e dei miei alunni!


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“Il mondo è un libro…”

Prettylove- scrive:

“Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina.” – Agostino d’Ippona-
È proprio da questo frase che voglio partire, una frase che parla della libertà di viaggiare, secondo me questo è un argomento meraviglioso e spero che piaccia anche a voi.
Viaggiare significa trovarsi fuori da ogni comune problema, sentirsi liberi. Viaggiare è tutto: è scoprire posti, culture, lingue e persone nuovi, è amare, è sentirsi esplodere dentro. Vuol dire farsi sorprendere da ogni angolo nuovo che si incontra e indagare sulla storia del Paese in questione, è una ricerca continua di ristorantini alla mano, di negozietti, di odori diversi.
Quando viaggiamo dobbiamo raccogliere tutte le emozioni, sia positive che negative . Viaggiare ci permette di conoscere la vita, gli altri e principalmente te stesso. Tutti i viaggiatori sono anche dei sognatori pazzi perché, come me, sognano magari di percorrere la Grande muraglia Cinese, di passeggiare nel The Wave, di visitare il Rennes le Chateau, di vedere il Lago Retba…


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Spot contro il bullismo…

https://www.youtube.com/watch?v=Ia2uT8n6_lI


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…il burattino di destra o il burattino di sinistra?

La società è pazza, ha un interesse particolare nelle grandi sciagure, nelle catastrofi.
Le notizie di guerre, carestie, alluvioni e terremoti rispondono a bisogni ben precisi: l’essere umano vuole il caos, in realtà gli è necessario, depressioni, conflitti, omicidi, tutto questo terrore.
Siamo irresistibilmente attratti da quello stato semi-orgiastico creato dalla morte e dalla distruzione. E la cosa ci piace.
Ma in realtà ci hanno indotti ad essere così, a questo stato di semi-ipnosi in cui viviamo la nostra vita.
I potenti vogliono questo. Usano la loro arma più grande, i media. Un’arma con un potere immenso.
Il compito dei media non è mai stato quello di eliminare i mali del mondo, anche se potrebbero benissimo mostrarci qual è il cancro dell’umanità.
Ma no! Il loro compito è convincerci ad accettare questi mali ed abituarci a convivere con essi. La fame nel mondo, il razzismo, le guerre, l’inquinamento, la povertà. Sembra quasi si stia parlando di cose create dalla natura, cose che ci sono e basta, totalmente estranee a noi occidentali.
Chi ha in mano il potere ci vuole semplici spettatori passivi.
E non ci hanno dato nessun altro diritto di scelta, a parte l’occasionale, illusorio, puramente simbolico e partecipatorio atto del voto, vuoi il burattino di destra o vuoi il burattino di sinistra?


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Pensiero del giorno…

«Nel cervello c’è una zona speciale che potremmo chiamare memoria poetica che registra tutto quello che ci affascina o ci commuove, cioè che rende bella la nostra vita».

Milan Kundera, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”14884581_10154733301437922_7374301462281765022_o


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